La nostra storia

Un viaggio tra Ago e Pennello: La nostra storia di Passione e Dedizione

Attraverso il tessuto delle nostre radici familiari, la maestria dell'ago e la magia del pennello si intrecciano, dando vita a un viaggio straordinario fatto di passione, dedizione e storie che vanno oltre le cuciture del tempo.
LE ORIGINI

NONNO LUCA

In un incantevole borgo tra le stradine di Martina Franca, le cui storie si mescolano con i colori della Puglia, le radici della mia vita affondano in due mondi paralleli destinati a fondersi. Luca, maestro sarto, e Giuseppe, pittore talentuoso, hanno intrecciato le trame delle loro vite, donandomi l’eredità di una tradizione artigianale e artistica.Luca, mio nonno, sorse dall’ombra della sua giovinezza orfana, abbracciato dalle cure amorevoli della zia Rosina. In una modesta famiglia, le necessità della vita spinsero la zia a fare una scelta difficile: condurre Luca dai maestri sarti del paese, custodi di un’arte millenaria.Con coraggio e sacrificio, Luca imparò le sfumature di ogni ago e filo, divenendo esperto modellista, tagliatore e sarto. La sua storia si dipanò tra le stoffe e le cuciture, fino a quando, giovane ventenne, decise di affrontare nuove sfide, portando con sé il bagaglio di abilità acquisite.La sua competenza e dedizione lo condussero a intraprendere l’avventura in una nuova bottega di sartoria. Qui conobbe un compagno di lavoro, destinato poco dopo a diventare suo cognato. Sono anni difficili e di cambiamenti. Dopo essersi unito in matrimonio con mia nonna Rosa e aver avuto quattro figli, Luca affrontò gli ostacoli dell’epoca, lasciando infine la bottega per lavorare in una grande confezione, guadagnandosi i diritti di un lavoratore rispettato.Il susseguirsi degli anni vide la nascita del suo ultimo figlio, e con una famiglia numerosa alle spalle, Luca prese la decisione di spostarsi verso nuove opportunità. Il richiamo di un salario più sostanzioso lo portò a un’altra prestigiosa confezione, dove intraprese il suo amato mestiere con la stessa passione fino all’orizzonte della pensione.

NONNO GIUSEPPE

Giuseppe, mio nonno, ha anche lui un legame profondo con le radici di una famiglia modesta. La sua infanzia trascorsa a Martina, dove il destino artistico cominciò a prendere forma sotto l'influenza di mio bisnonno Pietro, un abile pittore decorativo.Non avendo avuto l'opportunità di studiare, Giuseppe iniziò a lavorare con il padre già da bambino, trascorrendo anni a imparare il mestiere e assorbire tutto ciò che riguardava l'arte. Dopo aver lavorato gran parte della sua vita con il padre, decise di aprire il suo laboratorio, dedicandosi alla pittura, scultura, decorazione e al ricamo con fili d'oro.L'eredità artistica si manifestò anche tra i fratelli di mio nonno Giuseppe, dando vita a un dono che attraversò le generazioni, come una storia d'amore raccontata da un pennello che passa di mano in mano.In un'epoca di cambiamenti, unitosi in matrimonio con mia nonna Marianna, Giuseppe fu padre di quattordici figli. Ma, in una vita segnata da dure prove, dovette affrontare anni di sacrifici e rinunce. In quel periodo tormentato, la vita portò via tutti i suoi figli, tranne gli ultimi due: mia zia e mio padre.Mia nonna, afflitta da complicazioni durante la gestazione, visse il dramma della perdita di molti bambini o parti gemellari, segnando un susseguirsi di gioie fugaci e tristi addii. Una cronaca di dolore, in cui la vita di questi piccoli cresceva solo per poi spegnersi prematuramente. Una storia di disgrazie e momenti difficili, un cammino da superare e da percorrere con coraggio.Così, due vite parallele, intrecciate tra ago e pennello, hanno gettato le fondamenta della mia storia familiare, trasmettendomi l’eredità di una tradizione sartoriale e artistica fatta di amore, passione, impegno e resilienza.

NONNO GIUSEPPE

Giuseppe, mio nonno, ha anche lui un legame profondo con le radici di una famiglia modesta. La sua infanzia trascorsa a Martina, dove il destino artistico cominciò a prendere forma sotto l'influenza di mio bisnonno Pietro, un abile pittore decorativo.Non avendo avuto l'opportunità di studiare, Giuseppe iniziò a lavorare con il padre già da bambino, trascorrendo anni a imparare il mestiere e assorbire tutto ciò che riguardava l'arte. Dopo aver lavorato gran parte della sua vita con il padre, decise di aprire il suo laboratorio, dedicandosi alla pittura, scultura, decorazione e al ricamo con fili d'oro.L'eredità artistica si manifestò anche tra i fratelli di mio nonno Giuseppe, dando vita a un dono che attraversò le generazioni, come una storia d'amore raccontata da un pennello che passa di mano in mano.In un'epoca di cambiamenti, unitosi in matrimonio con mia nonna Marianna, Giuseppe fu padre di quattordici figli. Ma, in una vita segnata da dure prove, dovette affrontare anni di sacrifici e rinunce. In quel periodo tormentato, la vita portò via tutti i suoi figli, tranne gli ultimi due: mia zia e mio padre.Mia nonna, afflitta da complicazioni durante la gestazione, visse il dramma della perdita di molti bambini o parti gemellari, segnando un susseguirsi di gioie fugaci e tristi addii. Una cronaca di dolore, in cui la vita di questi piccoli cresceva solo per poi spegnersi prematuramente. Una storia di disgrazie e momenti difficili, un cammino da superare e da percorrere con coraggio.Così, due vite parallele, intrecciate tra ago e pennello, hanno gettato le fondamenta della mia storia familiare, trasmettendomi l’eredità di una tradizione sartoriale e artistica fatta di amore, passione, impegno e resilienza.

LA MIA FAMIGLIA

Nel cuore di Martina Franca, piena di storie avvincenti, le vie dei miei genitori, Emma ed Antonio, si incrociarono sotto il tetto accogliente della casa della zia Graziella, moglie del fratello di mio nonno Giuseppe. L'opportunità sbocciò in quel focolare familiare, dove mia madre, legata da un'amicizia con la figlia Anna, fece la conoscenza di mio padre.A quel tempo, mia madre aveva quindici anni, mentre mio padre ne aveva ventuno. La giovane età suscitò le preoccupazioni di mio nonno Luca, che non vedeva di buon occhio la loro frequentazione. Al contrario, mia nonna Rosa apprezzava molto mio padre, il che spesso generava discussioni.Dopo mesi di corteggiamenti, il cuore di mia madre si arrese all'amore. Raggiunta finalmente la maggiore età e completati gli studi in pedagogia dell’infanzia, iniziò la sua carriera lavorativa come maestra nella scuola materna. Nel frattempo, mio padre, dopo anni di lavoro con mio nonno Giuseppe, decise di cercare stabilità economica. La sua richiesta di impiego presso la vecchia fabbrica Ilva a Taranto fu accolta, ottenendo un ruolo negli uffici di spedizioni. Dopo tre anni, con il consenso dei genitori, unirono le loro vite nel sacro vincolo del matrimonio.Dalla loro unione hanno preso vita sei meravigliosi figli: Arianna, Giuseppe, Rosita, Vanessa, Morena ed infine io, Davide, immersi in una famiglia abbondante di amore e fratellanza. L'eredità artistica dei nonni, il nostro DNA creativo, ha attraversato ogni membro della famiglia, donando a ciascuno di noi la passione per l'arte.Sin dalla mia tenera infanzia, ricordo con affetto che ogni stanza della nostra casa pulsava di creatività. C'era sempre qualcuno che disegnava, colorava o dipingeva, e la mia curiosità infantile mi spingeva a nascondermi per osservare incantato i miei fratelli all'opera.
IL RUOLO DELL'ARTE

LE SFIDE DELL'INFANZIA

Sono Davide Cristofaro, nato il 16 agosto 1985 a Putignano e radicato nel cuore di Martina Franca. La mia infanzia è stata un tempo di serenità e valori, plasmata dall'amore di una famiglia numerosa. Fin da piccolo, mi distinguevo per una natura timida e introversa, come mia madre solitamente diceva: ``Un bambino buono di cuore``. Crescendo tra le mura di casa, impregnate di creatività, ho fatto i miei primi passi nel mondo dell'arte. Il disegno è diventato il mio linguaggio, accompagnandomi dalle elementari fino agli anni successivi.Il mio cammino non è stato privo di ostacoli, con momenti di luce e ombra che hanno influenzato la mia storia.Tra i ricordi più vividi ci sono le sfide affrontate, come gli episodi di bullismo durante le scuole medie, che hanno lasciato un segno indelebile nel mio percorso. Queste esperienze hanno influito profondamente sul mio benessere emotivo e psicologico. La seconda e la terza media rappresentano per me gli anni più difficili della mia giovane vita. Oltre agli episodi di bullismo, ricordo con nitidezza il disagio causato dalla mia professoressa di Artistica. Mi trovavo spesso in situazioni in cui le mie capacità venivano messe in dubbio, come quando mi accusava di non essere l'autore delle mie opere artistiche, sospettando che fossero il frutto del lavoro dei miei fratelli, suoi ex allievi. Queste circostanze alimentavano il mio malessere interiore e generavano ansia ogni volta che dovevo affrontare un nuovo giorno di scuola. Non vedevo l'ora di rientrare a casa, in un luogo dove mi sentivo al sicuro e protetto.Fu così che dopo le scuole medie, decisi di intraprendere un percorso di studi completamente diverso da chi ero. Mi iscrissi alla scuola alberghiera di Fasano, desiderando allontanarmi il più possibile dalla mia città natale per dimenticare i trascorsi dolorosi del passato. Il primo anno è stato un turbine di emozioni: ho scoperto una nuova realtà, materie di studio affascinanti e, soprattutto, ho incontrato compagni di viaggio e professori che mi hanno accolto con affetto e comprensione.Ma dal primo al secondo anno, ho avuto una visione diversa della vita. Nella mia classe, ho assistito a episodi di bullismo rivolti contro alcuni professori. È stato in quel momento che ho sentito risvegliarsi l'angoscia vissuta in passato. Mi domandavo costantemente: come è possibile essere così cattivi verso gli altri? Non riuscivo a capire il motivo per cui si potesse essere così meschini, con atti di bullismo e discriminazioni.Sono stati anni di profondi cambiamenti, segnati da un crescente senso di disagio interiore. Ad un certo punto, mi resi conto che il percorso di studi che stavo seguendo non mi soddisfaceva; mi sentivo come se avessi preso la direzione sbagliata. La passione per il disegno continuava a bruciare dentro di me con intensità crescente.
IL RUOLO DELL'ARTE

LE SFIDE DELL'INFANZIA

Sono Davide Cristofaro, nato il 16 agosto 1985 a Putignano e radicato nel cuore di Martina Franca. La mia infanzia è stata un tempo di serenità e valori, plasmata dall'amore di una famiglia numerosa. Fin da piccolo, mi distinguevo per una natura timida e introversa, come mia madre solitamente diceva: ``Un bambino buono di cuore``. Crescendo tra le mura di casa, impregnate di creatività, ho fatto i miei primi passi nel mondo dell'arte. Il disegno è diventato il mio linguaggio, accompagnandomi dalle elementari fino agli anni successivi.Il mio cammino non è stato privo di ostacoli, con momenti di luce e ombra che hanno influenzato la mia storia.Tra i ricordi più vividi ci sono le sfide affrontate, come gli episodi di bullismo durante le scuole medie, che hanno lasciato un segno indelebile nel mio percorso. Queste esperienze hanno influito profondamente sul mio benessere emotivo e psicologico. La seconda e la terza media rappresentano per me gli anni più difficili della mia giovane vita. Oltre agli episodi di bullismo, ricordo con nitidezza il disagio causato dalla mia professoressa di Artistica. Mi trovavo spesso in situazioni in cui le mie capacità venivano messe in dubbio, come quando mi accusava di non essere l'autore delle mie opere artistiche, sospettando che fossero il frutto del lavoro dei miei fratelli, suoi ex allievi. Queste circostanze alimentavano il mio malessere interiore e generavano ansia ogni volta che dovevo affrontare un nuovo giorno di scuola. Non vedevo l'ora di rientrare a casa, in un luogo dove mi sentivo al sicuro e protetto.Fu così che dopo le scuole medie, decisi di intraprendere un percorso di studi completamente diverso da chi ero. Mi iscrissi alla scuola alberghiera di Fasano, desiderando allontanarmi il più possibile dalla mia città natale per dimenticare i trascorsi dolorosi del passato. Il primo anno è stato un turbine di emozioni: ho scoperto una nuova realtà, materie di studio affascinanti e, soprattutto, ho incontrato compagni di viaggio e professori che mi hanno accolto con affetto e comprensione.Ma dal primo al secondo anno, ho avuto una visione diversa della vita. Nella mia classe, ho assistito a episodi di bullismo rivolti contro alcuni professori. È stato in quel momento che ho sentito risvegliarsi l'angoscia vissuta in passato. Mi domandavo costantemente: come è possibile essere così cattivi verso gli altri? Non riuscivo a capire il motivo per cui si potesse essere così meschini, con atti di bullismo e discriminazioni.Sono stati anni di profondi cambiamenti, segnati da un crescente senso di disagio interiore. Ad un certo punto, mi resi conto che il percorso di studi che stavo seguendo non mi soddisfaceva; mi sentivo come se avessi preso la direzione sbagliata. La passione per il disegno continuava a bruciare dentro di me con intensità crescente.

IL PERCORSO VERSO LA REALIZZAZIONE DI ME STESSO

Al terzo anno, dopo aver acquisito una visione generale delle materie trattate nell'alberghiero, ho deciso di specializzarmi nel settore del ricevimento, sperando che questa scelta potesse risvegliare una nuova energia in me. La formazione di una nuova classe, con vecchi e nuovi compagni, è stata un'esperienza sorprendente. Questi compagni hanno lasciato un'impronta indelebile nel mio cuore fino al termine del quinto anno di superiori, quando ho conseguito il diploma come operatore dei servizi turistici. Nonostante ciò, anche durante quei periodi oscuri, ho trovato conforto nell'arte, un compagno fedele che mi ha guidato attraverso le difficoltà. Ho continuato a disegnare, per me stesso, per gli amici e partecipando a progetti scolastici.Durante quegli anni complessi, mi sono trovato ad affrontare una lotta contro la depressione, nonostante avessi dei compagni di classe straordinari al mio fianco. Tra di loro, Giovanna, la mia compagna di banco, è stata una presenza costante e di sostegno. Con lei condividevo i miei pensieri più intimi, e la sua vicinanza è stata un faro di conforto durante i momenti più bui.Il mio percorso ha visto una svolta significativa dopo aver completato gli studi. Ho realizzato che la mia vera vocazione risiedeva nell'unione tra moda e arte. Dopo numerosi viaggi e ricerche insieme a mio padre, ho preso la decisione di iscrivermi alla ``Victoria Academy`` Moda Designer Institute di Bari. È qui che ho incontrato la mia cara Direttrice di Accademia, Vittoria. È stato amore a prima vista, un incontro eccezionale che ha cambiato il corso della mia vita.Ho avuto la fortuna di frequentare una classe stupenda, guidata da professori incredibilmente preparati e amorevoli. Grazie alla loro guida, sono riuscito a tirare fuori tutte le mie potenzialità, quelle che sapevo di possedere ma che erano rimaste nascoste in qualche angolo. Hanno stimolato la mia creatività artistica fino a farla esplodere. Ricordo con affetto, in particolare, la mia cara professoressa Rosa, che mi ha trasmesso l’amore per la progettazione dei tessuti, e la fantastica professoressa Florisa, che ha contribuito alla mia visione di artista. Per questo sarò eternamente grato.Anche qui, ho condiviso il banco con una grande compagna di nome Caterina. Sono stati anni molto impegnativi e difficili che abbiamo affrontato insieme, sostenendoci l'un l'altra fino all'ultimo anno.Ho conseguito il titolo di Stilista di Moda. Durante il percorso di studi, ho dedicato la mia tesi a mio nonno paterno, purtroppo mai conosciuto.Mi sono specializzato in due settori che mi appassionano particolarmente: Progettista Moda e Progettista Tessile. Grazie agli studi svolti e alla mia creatività, ho affinato la sensibilità estetica non solo nel campo della moda, ma in ogni forma d'arte che mi circonda.
EVENTI E REALIZZAZIONI

IL MIO VIAGGIO NELL'ARTE E NELLA MODA

Dopo aver completato il mio percorso di studi presso la stimata Accademia di Moda, mi trovavo immerso in un vortice di emozioni, pronto a esplorare il mondo del lavoro. Il primo giorno dopo gli esami finali, preparai con cura i miei portfolio contenenti le collezioni di alta moda e le sete dipinte a mano che avevo creato. Era un momento emozionante per me, poiché mi preparavo ad esporre il frutto del mio lavoro e a presentarmi per la prima volta nei negozi della mia amata città di Martina Franca.Ho iniziato questa prima avventura con mia sorella Morena, che mi ha dato una mano in quei giorni cruciali. Tuttavia, il mio primo sconforto non tardò ad arrivare. Nonostante mi fossi presentato con entusiasmo e avessi mostrato il mio lavoro con passione, non ho ricevuto il riscontro che mi aspettavo. I negozi non sembravano interessati alle mie creazioni né disponibili ad esporre le mie sete dipinte a mano in vetrina. Questo episodio segnò il mio primo amaro confronto con la realtà: mi sentii respinto dalla mia stessa città natale.Iniziai i miei primi viaggi alla ricerca di lavoro, portando con me una valigia colma di speranze e affiancato da mio fratello Giuseppe. Roma, Milano, Firenze: mi presentai in diversi studi stilistici, aziende e negozi, consegnando il mio curriculum e mostrando i miei portfolio. Tuttavia, nulla sembrava aprirsi per me. Delusione dopo delusione, mi resi conto che il cammino sarebbe stato più arduo del previsto. Durante questo periodo, due episodi mi colpirono profondamente. Il primo avvenne in uno studio stilistico, dove un giovane collaboratore mi disse: ``Puoi essere talentuoso quanto vuoi, ma se non hai la chiave giusta e le spalle forti, in questo mondo non arriverai da nessuna parte.`` Il secondo episodio avvenne quando lasciai il mio curriculum in un'azienda. Appena mi voltai per andare via, vidi il mio curriculum essere strappato davanti ai miei occhi. Quell'atto brutale e sprezzante mi colpì profondamente, lasciandomi una sensazione di disillusione e frustrazione.Dopo settimane, tornai a Martina, ero affranto e deluso. Fu in questo momento critico che l'arte mi venne in aiuto. Ricordo di aver comprato la mia prima tela, pennelli e colori ad olio. Non avevo mai dipinto fino a quel giorno, ma decisi di iniziare a dipingere da autodidatta. Fui inondato da un calore e da un'emozione mai provata prima, non potevo più farne a meno. Iniziò presto un nuovo viaggio nell'arte e nella moda, pieno di soddisfazioni personali.

LA MIA AVVENTURA ARTISTICA NEL MONDO

Il 2007 rappresentò un periodo intenso. All'inizio di gennaio, completai gli studi accademici e successivamente intrapresi viaggi alla ricerca di lavoro. In mezzo a varie emozioni, mi avvicinai alla pittura, un momento che sembrava tutto così irreale. Partecipai alla mia prima mostra collettiva a Roma, dove esposi le mie sete dipinte a mano, alcuni bozzetti moda e il primo quadro ispirato all'Africa. Da quel momento, la mia arte divenne una testimonianza dei miei viaggi interiori e delle esperienze condivise con il mondo. Furono anni di sperimentazioni artistiche e di varie esposizioni.Il mio primo grande momento nel mondo della moda avvenne il 5 febbraio 2012, durante il ``Lecce Fashion Weekend 8``, un evento di grande rilevanza nel panorama della moda ``Made in Puglia``. Da allora, ho avuto la fortuna di partecipare a diverse manifestazioni in molte città del mondo. Ho portato le mie creazioni a Parigi, Londra, Oslo, Köping, Stoccolma, Bangkok, Mosca, Tashkent e in molte altre città affascinanti.Ogni volta che le opere vengono accolte con calore dalla critica e dal pubblico, sperimento un'emozione indescrivibile. Vederle ammirate e apprezzate rappresenta un momento di grande soddisfazione. Le mie creazioni sono entrate a far parte di collezioni private, sia in Italia che all'estero. È un onore sapere che le persone apprezzano il mio lavoro e decidono di custodire una mia creazione come un tesoro personale.Oltre ai successi professionali, ho avuto il privilegio di incontrare persone straordinarie che hanno arricchito il mio percorso artistico. All'inizio, molti di loro erano clienti, ma col tempo sono diventati cari amici, con i quali ho condiviso non solo l'apprezzamento per la mia arte, ma anche il sostegno e la fiducia essenziale per il mio sviluppo creativo. Sono profondamente grato per il legame che si è formato e per il contributo prezioso alla mia crescita artistica.
IL SOGNO

IL MARCHIO DAVIDE CRISTOFARO

Era giunto il momento di dare vita al mio sogno, di trasformare passione e arte nel marchio ``Davide Cristofaro``. Con determinazione, tracciai la strada nel mondo della moda, come un artista dipinge su tela bianca, pronto a esplorare nuovi orizzonti. Il marchio non rappresentava solo uno stile, ma anche autenticità e originalità, riflessi della mia esperienza e visione artistica. Era un simbolo di identità, la promessa di dare voce alle mie passioni e di trasformare il sogno in realtà.Mi rivolsi a mio fratello Giuseppe, chiedendogli se desiderasse unirsi a questo nuovo capitolo della mia vita e costruire insieme questa azienda. Con coraggio, nell'agosto del 2015, abbiamo dato vita al marchio, consapevoli che il cammino ci avrebbe portato verso nuove avventure. Non ero più solo; avevo accanto a me mio fratello. Due opposti che si bilanciavano: io, l'irrazionale braccio creativo, e lui, il razionale che si occupava della parte amministrativa dell'azienda.Iniziarono anni di corrispondenza elettronica, telefonate e viaggi incessanti: da Como a Milano, da Lugano a Londra. Fiere, incontri e relazioni si susseguivano per individuare aziende disposte a sostenere i nostri progetti. Anche questa fase fu estremamente delicata, poiché molte aziende contattate non rispondevano alle email e alle chiamate, o semplicemente non erano interessate a collaborare.Proseguimmo con determinazione e tenacia fino costruire una rete di produttori esterni, selezionati per la loro maestria artigianale e affidabilità nella produzione su larga scala.Un altro passo impegnativo consisteva nel contattare negozi e showroom per valutare il loro interesse nel presentare i nostri prodotti. Tuttavia, molti di questi tentativi non ebbero successo poiché il nostro marchio non era ancora ben noto.La ricerca di aziende per la produzione e la distribuzione dei nostri prodotti si rivelò gravosa e frustrante. Ricordavo le parole del giovane collaboratore dello studio stilistico di Milano: ``Puoi essere talentuoso, ma senza la chiave giusta e le spalle forti, non arriverai da nessuna parte.`` Queste parole risuonavano nella mia mente, testimoniando le sfide affrontate nel settore. Tuttavia, nonostante le avversità, decidemmo di perseverare.
IL SOGNO

IL MARCHIO DAVIDE CRISTOFARO

Era giunto il momento di dare vita al mio sogno, di trasformare passione e arte nel marchio ``Davide Cristofaro``. Con determinazione, tracciai la strada nel mondo della moda, come un artista dipinge su tela bianca, pronto a esplorare nuovi orizzonti. Il marchio non rappresentava solo uno stile, ma anche autenticità e originalità, riflessi della mia esperienza e visione artistica. Era un simbolo di identità, la promessa di dare voce alle mie passioni e di trasformare il sogno in realtà.Mi rivolsi a mio fratello Giuseppe, chiedendogli se desiderasse unirsi a questo nuovo capitolo della mia vita e costruire insieme questa azienda. Con coraggio, nell'agosto del 2015, abbiamo dato vita al marchio, consapevoli che il cammino ci avrebbe portato verso nuove avventure. Non ero più solo; avevo accanto a me mio fratello. Due opposti che si bilanciavano: io, l'irrazionale braccio creativo, e lui, il razionale che si occupava della parte amministrativa dell'azienda.Iniziarono anni di corrispondenza elettronica, telefonate e viaggi incessanti: da Como a Milano, da Lugano a Londra. Fiere, incontri e relazioni si susseguivano per individuare aziende disposte a sostenere i nostri progetti. Anche questa fase fu estremamente delicata, poiché molte aziende contattate non rispondevano alle email e alle chiamate, o semplicemente non erano interessate a collaborare.Proseguimmo con determinazione e tenacia fino costruire una rete di produttori esterni, selezionati per la loro maestria artigianale e affidabilità nella produzione su larga scala.Un altro passo impegnativo consisteva nel contattare negozi e showroom per valutare il loro interesse nel presentare i nostri prodotti. Tuttavia, molti di questi tentativi non ebbero successo poiché il nostro marchio non era ancora ben noto.La ricerca di aziende per la produzione e la distribuzione dei nostri prodotti si rivelò gravosa e frustrante. Ricordavo le parole del giovane collaboratore dello studio stilistico di Milano: ``Puoi essere talentuoso, ma senza la chiave giusta e le spalle forti, non arriverai da nessuna parte.`` Queste parole risuonavano nella mia mente, testimoniando le sfide affrontate nel settore. Tuttavia, nonostante le avversità, decidemmo di perseverare.

RITORNO ALLE RADICI: SUPERANDO LE SFIDE E INVESTENDO NEL FUTURO

Nel nostro percorso imprenditoriale, abbiamo dovuto affrontare sfide e delusioni, spesso causate da individui che, nascondendo le loro vere intenzioni dietro una falsa amicizia, hanno tentato di ostacolarci. Investimenti inopportuni con persone che, sebbene apparentemente interessate a espandere il marchio oltre i confini nazionali, si sono rivelate sleali e meschine, mettendo a repentaglio il nostro impegno e la nostra dedizione.Dopo lunghe esperienze e molte difficoltà, abbiamo sentito il bisogno di ritornare alle nostre radici in Puglia, trasferendo l'intera produzione nella nostra amata terra d'origine. Questa scelta non solo ci ha avvicinati alla famiglia, ma ha anche rafforzato il legame con la comunità e supportato l'economia locale.Sono profondamente coinvolto nello sviluppo internazionale del marchio 'Davide Cristofaro' nell'Arte, nella Moda e nel Design, esprimendo l'autentica essenza italiana. Valorizziamo l'artigianato tradizionale pugliese e diffondiamo la passione per l'arte attraverso creazioni uniche, celebrando la diversità e l'esperienza umana.Le nostre opere d'arte e i tessuti che creiamo raccontano storie di un viaggio tra culture e terre lontane, intrecciando suggestioni esotiche e occidentali. Ogni disegno incarna l'essenza della bellezza e la complessità della psiche umana, trasformandosi in esclusivi tessuti utilizzati in tutta la nostra produzione moda.Il nostro marchio è simboleggiato da un leone alato che unisce le caratteristiche di due potenti animali: il leone e l'aquila. Il leone incarna la forza e il coraggio, mentre l'aquila simboleggia la potenza e la nobiltà. È dedicato a coloro che credono nei propri sogni e non si arrendono mai di fronte agli ostacoli.``Segui la tua passione, lavora duro per realizzare i tuoi sogni. Ogni impedimento che incontri porta crescita e maturità. Mantieni la visione chiara: la strada verso il successo può essere lunga, ma ogni passo ti avvicina sempre di più ai tuoi obiettivi”.